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VDA 2026: l’anteprima del Made in Italy

Si è appena conclusa la fase di valutazione al Vinitaly Design Award 2026, quest’anno al trentesimo anniversario e al terzo dal nuovo ordinamento: una edizione, nelle parole del direttore artistico Mario di Paolo, che ha visto una partecipazione sempre più preparata e una qualità elevatissima dei progetti presentati.

Mancano pochi giorni all’annuncio dei vincitori di questa edizione del Vinitaly Design Award 2026, che tre anni fa è stata radicalmente aggiornata sotto la direzione artistica di Mario Di Paolo. Da semplice competizione, il VDA — di cui Luxoro è da sempre partner — è diventato una piattaforma di confronto tra designer, brand e mercato, in grado di anticipare la rotta verso il design del futuro: non solo per il vino, ma anche per spirits, olio, birra, no-low. Abbiamo raggiunto il direttore artistico Mario Di Paolo per scoprire cosa ci aspetta da questa edizione 2026.

Quale bilancio puoi dare del Vinitaly Design Awards di quest’anno?
È il trentesimo anno del concorso sul packaging design di Vinitaly ed è stata una delle edizioni più mature dopo la ristrutturazione avviata negli ultimi anni. Dopo tre anni dal nuovo ordinamento, la partecipazione è diventata più puntuale e preparata, con un livello qualitativo in costante crescita. Le aziende si stanno progressivamente adeguando agli standard del concorso, valorizzando sempre meglio i propri progetti di packaging. Anche quest’anno si contano circa 300 progetti iscritti, con una qualità sempre più selettiva. La giuria si conferma di alto profilo e diversificata: include designer specializzati, giornalisti, esperti del settore e rappresentanti della distribuzione, categoria ampliata nel tempo con importanti realtà ed elemento chiave del rinnovamento del concorso.

Quali sono le altre novità di questa terza edizione?
La principale novità è l’introduzione del presidente onorario, Michelangelo Pistoletto, artista di fama internazionale che offre un contributo importante nella riflessione sul ruolo dell’uomo e dei processi produttivi contemporanei. Sono state inoltre ampliate e meglio integrate diverse categorie, con particolare attenzione al comparto delle bevande gastronomiche e del no-low alcohol, in forte crescita negli ultimi anni. Grande attenzione è stata riservata anche alla categoria studenti, pensata per coinvolgere le nuove generazioni di designer, produttori e consumatori: un investimento sul futuro del settore, riconoscendo il loro potenziale pur nella fase iniziale di formazione.

Quali sono i prossimi appuntamenti del premio?
Il percorso di selezione ha previsto una prima valutazione online, in cui i giurati hanno analizzato e valutato i progetti. Il 26 marzo si è tenuto il secondo round di votazioni, questa volta in presenza e dedicato ai progetti finalisti per ciascuna categoria. Da questa fase sono emersi i vincitori e i premi speciali, inclusi i Best in Show. Nelle prossime ore raccoglieremo tutti i risultati, ma per l’annuncio ufficiale e la premiazione dovremo aspettare l’11 aprile a Verona, durante la serata di gala al Teatro Astori di Verona, sede storica del concorso.

Cosa ti aspetti per il VDA 2027? Quale percorso ci attende da qui alla prossima edizione?
Il Vinitaly Design Award è pensato come uno strumento per presentare e valorizzare innovazioni tecnologiche, produttive e strategiche legate al packaging e al mercato. Per il 2027 si punta a renderlo ancora più selettivo e competitivo, ma anche a trasformarlo in una vera anteprima del Made in Italy, capace di anticipare trend e scenari futuri. L’obiettivo è superare la logica della semplice gara, per diventare invece un momento di confronto tra tutti gli attori della filiera: designer e brand, senz’altro, ma anche responsabili marketing, enologi, tecnici, stampatori, produttori e fornitore di tecnologie. Stiamo ipotizzando di eliminare la gerarchia tradizionale dei premi Black, Gold, Silver e Bronze, riconoscendo invece pari valore ai progetti selezionati e rafforzando il ruolo dei premi speciali, così da valorizzare meglio l’innovazione e ridurre differenze di punteggio spesso minime tra lavori di alto livello.

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