Toccare per credere alla Biennale Internazionale di Grafica
Il futuro del packaging, del lusso e del design passa anche da parole chiave come accessibilità e sostenibilità. Può un prodotto rispettare le persone e l’ambiente e, al tempo stesso, essere desiderabile?
Di questo si è parlato sul palco di Toccare per credere: progettare l’accessibilità sensoriale nel packaging premium, la conferenza organizzata da Packaging Premiére lo scorso giovedì 22 Ottobre all’ADI Design Museum di Milano. L’occasione era particolarmente prestigiosa: la tavola rotonda si è infatti svolta nello splendido contesto della Biennale Internazionale di Grafica in scena nel capoluogo lombardo alla fine di Ottobre.
Di fronte a una sala gremita, il confronto ha riunito competenze e prospettive diverse della filiera: Alessandro Carnevale, Brand Ambassador & Sustainability Manager di Luxoro; Anna Paola Cavanna, Packaging Woman of Italy 2026 e Presidente di Laminati Cavanna; Massimo Duroni, Luxury & Welfare Interior Designer; Luca Mancini, CEO & Direttore Creativo di NSG Creative Agency; e Cosimo Lorenzo Pancini, Founder & Creative Director di Zetafonts Type Foundry.
Al centro del dibattito, una questione sempre più strategica per il settore: progettare in un contesto in cui la sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito da integrare fin dalle prime fasi di sviluppo. In una filiera complessa, chiamata a confrontarsi anche con le indicazioni del nuovo PPWR e con i principi del design for recycling, il ruolo del progettista assume una responsabilità che attraversa l’intero processo, dal briefing allo scaffale. Alle competenze tecniche si affianca la necessità di considerare aspetti etici, ambientali e sociali, destinati a incidere sempre più sulle scelte progettuali.
Tra i momenti di maggiore interesse, la presentazione del caso studio Senza 1 Senso da parte di NSG: il progetto promosso da AIS Lombardia e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI Milano), recentemente insignito di un Silver Award ai Pentawards 2026. Un lavoro che mette in discussione, intenzionalmente, il paradigma tradizionale dell’etichetta chiara e informativa, aprendo nuove riflessioni sul rapporto tra comunicazione visiva e accessibilità. Temi come leggibilità, luminosità e dislessia hanno coinvolto anche Zetafonts, realtà specializzata nella progettazione tipografica, portando l’attenzione sul ruolo dei caratteri nella costruzione di un’esperienza di packaging più inclusiva.
Il confronto lascia infine un’indicazione concreta per il futuro della filiera: Luxoro, come gli altri partner tecnologici, può e deve essere coinvolta fin dalle fasi iniziali del progetto. Anticipare il dialogo tra brand, designer, stampatori e fornitori di tecnologia significa integrare competenze e vincoli in un’unica visione, capace di rispondere alle esigenze del marchio, alle aspettative del mercato e agli obblighi normativi. È proprio da questa convergenza che può nascere un packaging efficace, sostenibile e coerente con le sfide del settore.


